E’ partita la 60a Esposizione internazione d’Arte di Venezia curata dal brasiliano Adriano Pedrosa, direttore del Museo d’arte di San Paolo, dal titolo Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere. La Mostra che ci accompagnerà fino al 24 novembre trae spunto da una serie di opere al neon variamente colorate e realizzate dal collettivo Claire Fointaine. L’espressione stranieri ovunque come sostiene il suo curatore ha più di un significato. “Innanzitutto, vuole intendere che ovunque si vada e ovunque ci si trovi si incontreranno sempre degli stranieri: sono/siamo dappertutto. In secondo luogo, che a prescindere dalla propria ubicazione, nel profondo si è sempre veramente stranieri”. Se nel nucleo storico più di qualcuno si aspettava interventi maggiormente installativi non si può non considerare l’incisività e l’immediatezza con cui la pittura veicola alcuni dei temi trattati come la diversità, l’identità e la propria appartenenza culturale. Il sentimento anti-tecnologico si avverte anche nelle opere più installative dove trovano spazio i materiali di recupero, i tessuti quasi a testimoniare il distacco il rifiuto  dello straniero per la tecnologia. Se i temi della diversità forse dovevano e potevano essere trattati in misura più innovativa non si può non riconoscere il tentativo di valorizzazione degli outsider dell’arte come momento per contribuire al cambiamento e a una maggiore inclusività.